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I robot cinesi che giocano a ping pong

Ha fatto parecchio scalpore il video dei robot cinesi in grado di giocare a ping pong con la naturalezza (quasi) di un essere umano, con riflessioni che vanno al di là di una semplice innovazione robotica: qui si parla di ricreare un gesto umano e di renderlo perfetto.

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Un castello in lego da 250’000 mattoncini

Ho già parlato di Lego qui e qui. Lo faccio sempre volentieri perché nonostante l’età (l’azienda fu fondata nel 1916) rimane uno dei giochi che più stimolano l’immaginazione e le funzioni cognitive a qualsiasi età.

E guardate cosa ne fa Gerry Burrows: un gigantesco castello che occupa un’intera stanza della sua abitazione, 250’000 mattoncini.

Photo Gerry Burrows

Per vedere altre foto potete guardare questa gallery su Wired.co.uk

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A google a day quiz

Per ancora non l’avesse scoperto da un pò di tempo Google propone ogni giorno un quiz, denominato A Google a Day, in cui si viene sfidati a trovare una risposta ad una domanda utilizzando il famoso motore di ricerca.

A Google a day

Potete accedere ai quiz da questa pagina

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Uomini percepiscono edifici con l’udito, come i pipistrelli

Un articolo pubblicato su Science Daily (reperibile qui) illustra un interessante esperimento in cui soggetti non vedenti dimostrano di avere un udito talmente affinato da essere in grado di percepire la presenza di edifici o altri ostacoli.

Ricercatori della University of Western Ontario’s Centre for Brain and Mind (London, Ontario, Canada) hanno dimostrato che soggetti non vedenti utilizzano la parte del cervello destinata alla visione riproducendo suoni e percependo l’eco o il riverbero di ritorno quando il suono incontra un muro o un ostacolo. Lo studio pone quindi le basi per lo studio di una proprietà che non si pensava fosse presente nell’udito umano, la eco-localizzazione.

Tipica di pipistrelli e delfini, la eco-localizzazione consente appunto di orientarsi nello spazio attraverso l’invio e la ricezione di segnali uditivi.

I non vedenti, pare riescano ad affinare a tal punto il loro udito da riuscire in un procedimento simile, emettendo suoni vocali (tecnicamente ‘clicks’) di cui riescono a percepire l’onda sonora di ritorno quando incontrano un ostacolo.

L’articolo originale si trova sulla rivista scientifica Plos One di questo mese.

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Domani a Milano la regina dei giochi: Jane McGonigal

fonte: http://www.avantgame.com/bio.htm

Domani al museo della Scienza e della Tecnica di Milano sarà ospite Jane McGoniga. L’evento, organizzato da Meet the Media Guru

Chi è Jane McGonigal:

Jane McGonigal è una game designer, ricercatrice e autrice americana, specializzata in pervasive gaming e alternate reality games (ARGs).

Il suo ultimo libro  Reality Is Broken: Why Games Make us Better and How they Can Change the World ha riscosso numerosi consensi. In esso l’autrice parla di come i videogiochi possano avere un effetto positivo sulle persone, contribuendo alla felicità ed alla motivazione. Inoltre, secondo l’autrice i videogiochi consentono una migliore comprensione del mondo e lo sviluppo di comunità (fonte: Wikipedia)

Dettagli:

03 Maggio 2011 alle ore 19:00 presso Museo della Scienza e della Tecnica – via San Vittore, 21 Milano

03 :: 05 :: 2011*19 | Museo della Scienza e della Tecnica – via San Vittore, 21 Milano03 :: 05 :: 2011 ore 19:00 | Museo della Scienza e della Tecnica – via San Vittore, 21 Milano
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La mappa delle case “naturali”

copyright naturalhomes.org

Un curioso blog “Natural Homes” ricco di informazioni su come costruire una casa ecologica. Numerosi i consigli per la scelta di materiali e procedure di costruzione.

Il sito presenta inoltre una mappa, illustrata qui sotto ed accessibile dal sito che identifica la posizione delle case “naturali”, consentendo di capire dov’è la tendenza per la costruzione di questo tipo di edifici.

fonte: naturalhomes.org

Un sito molto bello, ecofriendly e soprattuto mind friendly, perché pensare alla costruzione della casa in una maniera alternativa significa uscire dalle convenzioni e dagli schemi secondo cui costruire una casa è possibile solo in un certo modo.

Non stupisce il fatto che non ci siano case sulla mappa in Italia, per due ragioni: la prima è una scarsa conoscenza della lingua inglese in Italia, la seconda una scarsa attitudine (per ora) ad occuparsi di queste tematiche.

copyright Naturalhomes.org

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La mostra brainbow collegata a BrainForum

immagine cervelloIl Brainforum è accomaganto da una mostra fotografica open-air in Corso Vittorio Emanuele.

Si tratta di straordinarie gigantografie del cervello, colorato secondo la tecnica Brainbow. Le immagini, realizzate da scienziati in laboratori in tutto il mondo, evocano opere di arte moderna. Il curatore della mostra, Angelo Bucarelli, si è divertito a suggerire accostamenti con i capolavori di pittori celebri, da Klee, a Mirò, a Dalì, a Kandinski. (dal sito Brainforum.it)

La mostra è visibile fino al 12 di Aprile.

C’è anche un articolo sul sito del Corriere della Sera, qui, dove potete vedere i confronti fra immagini del cervello e famose opere d’arte accostate assieme. Molto meglio però recarsi sul posto e vedere le gigantografie per la strada.

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Brainforum – Copiare il cervello su un computer

the human brain project

Riprendiamo ancora alcune note dal BrainForum, un evento che ci ha davveo esaltato, per parlare del progetto discusso da Henry Markram lunedì: il Blue Brain Project, un progetto ambizioso che ha come obiettivo la “riproduzione”, se così si può dire, del cervello umano all’interno di un computer.

Markram è appunto direttore del Blue Brain Project alla EPFL (École Polytechnique Fédérale de Lausanne), dov’è anche direttore del Center for Neuroscience & Technology e fondatore/direttore del Brain Mind Institute.

Capire il funzionamento del cervello significa scoprire uno dei grandi misteri della scienza di questo secolo, con sviluppi immensi per la medicina e per la società. Il team del Blue Brain di Losanna lavora assieme ad altri 12 partner internazionali per portare avanti il Human Brain Project (HBP), includendo neuroscienziati, medici, fisici, matematici, informatici ed anche esperti di etica. L’obiettivo è mettere assieme esperienze diverse ma soprattutto dati per creare un immenso database del cervello.

The goal is to build on the work of the Blue Brain Project and on work by the other partners to integrate everything we know about the brain in massive databases and in detailed computer models. This will require breakthroughs in mathematics and software engineering, an international supercomputing facility more powerful than any before and a strong sense of social responsibility.

Gli obiettivi che si pone questo progetto sono molto ambiziosi: capire il funzionamento del cervello ricreandolo al computer, con una potenza di calcolo che oggi non esiste, e un investimento che secondo Markram si aggira attorno al miliardo di dollari.

Ma le vie che questo progetto apre sono molteplici: capire come funziona la cognizione significa capire come funziona il linguaggio, come impariamo e soprattutto come e quando il cervello si guasta, ed imparare a curarlo.

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Tutto il BrainForum on demand

Il BrainForum di cui abbiamo parlato ieri è visibile integralmente in differita attraverso i video nel sito dedicato.

E’ inoltre disponibile un blog nel quale vengono pubblicati aggiornamenti, link e informazioni sui relatori e sugli interventi del BrainForum.

Il blog è disponibile qui.

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Brainforum: le più importanti scoperte sul cervello

Ho seguito in diretta tutta la giornata del Brainforum e devo dire che gli interventi sono stati tutti interessantissimi. A partire dalla presentazione iniziale del personaggio storico a cui è dedicato il BrainForum, Camillo Golgi, considerato il padre delle neuroscienze.

Golgi scoprì il modo di “visualizzare” i neuroni del cervello attraverso la cosiddetta “soluzione nera”, ovvero una soluzione chimica che consentiva di evidenziare le strutture del cervello (vedi immagine qui a fianco).

Per questa scoperta fu insignito del premio Nobel. In realtà il Nobel gli fu conferito ex aequo con Santiago Ramón y Cajal il quale capì anche meglio di Golgi che cosa significavano le ramificazioni del cervello:

“Cajal scoprì che i neuroni sono separati fisicamente l’uno dall’altro, ossia che interagiscono tra di loro non per continuità, bensì per contiguità attraverso la sinapsi e che non sono uniti a formare un’unica rete sinciziale come sosteneva Golgi; formulò quindi la legge cosiddetta della Polarizzazione dinamica.”
(Fonte: Wikipedia)

Poi arriva il turno di Rizzolatti, lo scopritore dei neuroni specchio, un orgoglio tutto italiano, che mostra fantastici video nei quali si dimostra, in maniera inequivocabile, il funzionamento dei neuroni specchio. L’intervento di Rizzolatti è particolarmente interessante perché con le sue ricerche cerca di dare una definizione di “empatia”, riprendendo gli scritti della fenomenologia e applicandoci la neuroscienza.

Di fatto, ogni azione che vediamo compiuta da altri, produce un’attivazione “empatica” nel nostro cervello. Per esempio, se vediamo qualcuno annusare delle uova marce e rimanerne disgustato, si attiva nel nostro cervello la risposta emotiva relativa al disgusto: l’emozione dell’altro è la nostra emozione, riflessa.

Fonte: www.Brainforum.it

E poi arriva la straordinaria presentazione di Henry Markram, direttore del Blue Brain Project, in Svizzera, il più ambizioso progetto di computazione del cervello umano. Markram afferma, senza mezzi termini, che il cervello umano si può creare al computer, è solo una questione di potenza di calcolo.

E ipotizza il centro di comando di questo progetto di ricerca da 2 miliardi di dollari (vedi immagine qui sotto), da una parte i neuroscienziati, dall’altra i tecnici informatici.

Fonte e copyright: www.brainforum.it

C’è anche un blog attivo dove rivedere tutti gli interventi. Io da parte mia pubblicherò altri aggiornamenti sull’evento domani

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